Pubblicato da: monyazzurra | 29 aprile 2017

incontri di primavera con Amici Per e presentazione decimo ed undicesimo pozzo.

L’incontro con un benefattore speciale per il 10° pozzo

Due giorni dedicati interamente all’Africa e ai progetti di Amiciper in Burkina Faso. C’eravamo proprio tutti noi amici per accogliere ed accompagnare il nostro ospite, l’anima del gruppo, il nostro sostenitore e il nostro sostegno, padre Umberto Libralato. Una due giorni per stringere mani, incontrare gente, benefattori e raccontare del Burkina. Arriva da Milano padre Umberto, sempre col mondo negli occhi, lui che è un grande viaggiatore. Appena il tempo di ristorarsi un po’ ed è chiamato all’incontro con un imprenditore molto noto a Tolentino, dalla grande professionalità, ma soprattutto dal grande senso umano e dalla levatura morale davvero fuori dal comune. Una delegazione di Amiciper, insieme con padre Umberto, incontra colui che è stato tanto generoso da prendere a cuore i progetti della nostra associazione in Burkina Faso e da donare un pozzo di acqua potabile. Gli mostriamo la foto della targa a lui intitolata e le foto dei pozzi che Amicper ha già realizzato, per rendere l’idea di come sarà anche quest’ultima costruzione da lui finanziata.  Il suo pozzo, il decimo che la ns associazione realizza in Burkina Faso, è in via di ultimazione e sono state necessarie tre perforazioni per rintracciare, a notevole profondità, una vena acquifera alimentata durante tutto l’arco dell’anno, non solo nella stagione delle piogge. Mentre raccontiamo tutto questo, lui pone domande con vero interesse, con la curiosità dell’imprenditore, ma soprattutto col cuore di chi già pensa oltre e chiede come possa ancora rendersi utile per quel nostro piccolo spicchio d’Africa. Tanti gli interventi che si possono fare per ridurre la mortalità. “Il pozzo d’acqua potabile è un presidio sanitario – spiega padre Umberto – perché riduce la mortalità del cinquanta per cento”. Ma ci sono anche le mense scolastiche per i bambini da finanziare. Ogni pasto costa poco più di venti centesimi. Ci si può rendere facilmente conto di quanto il nostro poco possa fare tantissimo per qualcun altro. Ci salutiamo con immensa gratitudine, per tutti quei grazie che riceviamo in lingua morè ogni volta che andiamo a visitare i pozzi, raccogliendo meriti che non sono nostri, ma certamente di chi effettua donazioni, più o meno importanti, alla nostra associazione. Neanche un centesimo va sprecato e impiegato diversamente dalla solidarietà. E’ il nostro modo di operare: nessun costo e nessuna struttura da mantenere, nessuna spesa di gestione o di personale. Siamo tutti volontari e finanziamo ogni attività di tasca nostra, viaggi e soggiorni compresi. Nell’andarcene restiamo con la certezza dell’ulteriore vicinanza di quest’uomo. E la nostra gioia è quasi pari a quella di chi riceverà doni preziosi ed importanti che salveranno la loro vita e quella dei loro figli.

Il pozzo di Dina (undicesimo di “Amici Per”)

L’incontro con Yuri è entusiasmante, confidenziale, scherzoso e stimolante per tutti noi. E’ lui a parlarci di sua zia Dina Gentili, una donna profondamente religiosa, di una spiritualità vera e sentita. Fatta certamente di partecipazione a tante funzioni liturgiche, ma soprattutto di misericordia e di generosa solidarietà. Cos’è la religiosità senza la misericordia, come dice papa Francesco. E’ la misericordia quella che salva il mondo e Dina ne ha avuta tanta. Ha sempre fatto donazioni e si è sempre prodigata per gli altri durante la sua vita. Così, alla sua scomparsa, la famiglia ha deciso di disporre dei suoi beni come lei avrebbe desiderato. Ed ha effettuato alcune generose donazioni, tra cui quella che ci ha consentito di completare la costruzione di un altro pozzo di acqua potabile, l’undicesimo di Amici Per in Burkina Faso. Yuri si emoziona nel raccontarci questo e noi ci teniamo a spiegargli il grande gesto che la sua famiglia ha fatto nel seguire le intenzioni della sua cara zia. Poi entriamo più in confidenza e Yuri ci racconta i suoi sogni di giovane uomo: un viaggio in Cina, a spasso sulla muraglia cinese, già realizzato, il desiderio di un viaggio in Africa e in Sud America. E noi gli offriamo la possibilità di unirsi ad uno dei viaggi che organizziamo, con cadenza pressoché annuale. Sua zia ha realizzato il sogno di tanti abitanti del villaggio di Soulou e noi speriamo di poter far vivere a Yuri uno dei suoi sogni.

 

 

L’incontro con i ragazzi del liceo classico

L’emozione sale sempre quando si devono incontrare i giovani, quando ci si deve confrontare con loro, quando anche noi ci mettiamo in discussione e siamo pronti a parlare delle nostre idee. Ci aspettano, con la loro insegnante Laila Boldorini, DSC_5318_ridal teatro dello Spirito Santo di Tolentino. E’ stata proprio lei a consentirci di incontrare i ragazzi, tenendo in modo particolare, ad approfondire valori e tematiche sulle quali oggi la scuola troppo spesso è costretta a sorvolare, ma che sono fondamentali nello sviluppo e nella crescita delle nuove generazioni. E’ padre Umberto DSC_5298_ridDSC_5296_rida conquistare subito la platea e non poteva essere diversamente. Sempre entusiasta, ma anche pragmatico come un ragazzo, moderno nelle sue idee e nel linguaggio, sa avvicinarsi loro per raccontare la storia, la civiltà, la situazione socio-politica del Burkina Faso, fino a parlare della sua gente e dei progetti del Magis e di Amiciper. Ci coinvolge nella conversazione e ciascuno di noi dà il proprio contributo che affascina le menti più fervide e più aperte, trascina quelle sensibilità già profondamente interessate. E s’instaura subito un legame forte ed importante, quel rapporto che speriamo ci permetterà di avvalerci in futuro del sostegno e dell’aiuto di ragazzi motivati, aperti alla cultura del rispetto e del confronto con l’altro. E non pensiamo a noi e al nostro orticello di piccole attività solidali. Pensiamo a questi adulti di domani che potranno offrire il contributo al mondo. I semi che cadono sul terreno più fertile danno sempre i frutti migliori. Così iniziano ad alzarsi dalla platea tante mani per chiedere la parola e per porre domande. Qualcuno vuole unirsi ai nostri viaggi, qualcun altro chiede cosa può fare per l’Africa. Ci viene in mente il concetto sociale fondamentale di partecipazione, che certamente incoraggiamo con slancio nei confronti dei tanti ragazzi che abbiamo di fronte. E’ attraverso la partecipazione che si superano i sensi di colpa dei comportamenti di profonda indifferenza e d’impotenza. Con la partecipazione si superano le differenze di ogni tipo. Ne siamo certi e la loro partecipazione ad una mattinata così intensa rende speciali questi momenti tanto semplici e tanto grandi, i momenti in cui si costruisce insieme, si aprono il pensiero e la mente e inevitabilmente si cresce, tutti insieme, migliori del giorno prima.

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