Pubblicato da: monyazzurra | 20 dicembre 2013

L’acqua della salute. L’ottavo pozzo di Amiciper

 E’ il pozzo che disseta il maggior numero di burkinabe. Il pozzo numero 8 dell’associazione tolentinate Amiciper, realizzato nel 2013, con i contributi raccolti dalle tante offerte, anche a seguito della cena solidale organizzata nel 2012 dal presidente Massimiliano Cervigni.

Sono 2.700 le persone che ora possono bere acqua pulita, evitando infezioni intestinali e malattie pericolose per la salute e la vita, specie dei più piccoli.

ottavo pozzo

le poulets donati in segno di riconscenza

Il pozzo è stato scavato nel Sahel, a nord del Burkina Faso, vicino alla quarta città dello Stato africano, in ordine di grandezza, Ouahigouya, quasi al confine col deserto del Sahara, nel Comune di Koumri. E’ il sindaco del Comune, Hélèn Nana, a sottolineare quanto sia importante l’acqua per una zona tanto desertica, dove la vita, proprio per la scarsità della risorsa idrica, è ancora più dura e difficile per la gente dei villaggi. Più difficoltosi sono anche l’agricoltura e l’allevamento dei piccoli animali domestici. Il deserto strappa lingue di terra alla gente del Sahel, spesso visitata anche dai predoni, che la popolazione respinge strenuamente. Terre di confine, aride e sabbiose, ancora più assolate, da cui spuntano solo pochi arbusti secchi, anche alla fine della stagione delle piogge. Zone battute ferocemente dall’harmattan, dalle tempeste di sabbia, devastanti ed impetuose. Lo scorso anno la scuola elementare di Koumri è stata rasa al suolo e i banchi divelti. I bambini hanno dovuto trasferirsi in una scuola ancora più lontana da raggiungere a piedi ogni giorno. Certamente sono luoghi poco ospitali per gli insediamenti umani, ma di grandissimo fascino paesaggistico.

Amiciper il suo ottavo pozzo ha deciso, anche su suggerimento di padre Umberto Libralato del Magis, di costruirlo al confine col deserto, laddove ce n’era più bisogno. shael

Cinquanta famiglie, quotidianamente, fanno i turni, mattina e pomeriggio, con donne e bambini, che arrivano al pozzo per l’approvvigionamento idrico. L’ordine a cui si accede all’acqua è quello di arrivo. Per cui si resta composti sotto il sole cocente, in fila, per attendere il proprio turno. Com’è ben diverso dall’aprire un rubinetto in casa nostra, per riempire un bicchiere, sapendo che potremmo ripetere lo stesso gesto un istante dopo, se ne avessimo voglia o bisogno. Eppure, con le sue interminabili file nella calura africana, il pozzo, per la gente che vive nel Sahel, sembra un miracolo. E le donne dei villaggi ci accolgono con danze di gioia, per quel dono tanto prezioso, che contribuisce a salvare loro la vita.

Durante l’ultimo viaggio in Burkina Faso, nello scorso mese di ottobre, Massimiliano Cervigni e Claudio Ruffini di Amiciper hanno posto la prima pietra per la costruzione del nono pozzo, sempre nella zona del Sahel.

9°pozzo: posa della prima pietra

Fabiola Caporalini 

Immagine

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: