Pubblicato da: monyazzurra | 8 dicembre 2012

Iniziative in Ciad: novembre 2012

RACCOLTA DI FONDI PER IL CIAD

La cifra ricavata servirà ad acquistare una motopompa per irrigare i campi

Si è già fortunatissimi quando si ha accesso all’acqua. Sembra, anzi, un autentico miracolo vedere sgorgare quelle gocce purissime e trasparenti dalle profondità di una terra troppo spesso arida ed avara.

Qualcuno di noi potrà certo stupirsi di questa affermazione, che può sembrare perfino bizzarra per chi ha in casa sei o sette rubinetti da poter aprire all’istante, per far scorrere acqua fresca, pulita e potabile in quantità. Però non è così in tutto il mondo. E in tutta l’Africa sub-sahariana è già un miracolo avere un pozzo nelle vicinanze del proprio villaggio.

Avere un pozzo, da cui poter attingere acqua potabile, abbatte del 50 per cento le malattie, mettendo al riparo da tutte quelle patologie che sono sovente mortali per i bambini.

Avere un pozzo vicino al proprio villaggio significa anche poter sviluppare piccole colture con cui sfamarsi.

Così le donne di Mongo (Ciad) hanno iniziato, divise in gruppi, a coltivare appezzamenti di terreno per dar da mangiare ai propri figli e alla propria gente. Donne forti, coraggiose, come quasi tutte le donne africane sanno essere, che non temono la fatica dello stare per ore curve nei campi sotto il sole.

Ma serve acqua per irrigare le coltivazioni e far crescere verdure e legumi. Senza una motopompa che capti l’acqua del pozzo e la distribuisca nel campo, si è costretti ad attingere l’acqua direttamente dal pozzo con delle taniche, caricare gli asini con i pesanti recipienti riempiti dagli uomini (vedi foto) e condurli presso il campo da irrigare. Da lì le donne, sollevando le pesanti taniche o travasandole in recipienti più piccoli, devono spargere l’acqua per tutte le colture del campo. Una fatica immane. Un lavoro lungo e laborioso che potrebbe essere facilmente ovviato con l’acquisto, in loco, di una motopompa che, con una semplice tubazione, porti l’acqua nel campo, dopo averla pescata dal pozzo.

Fin troppi di noi conoscono la fatica quotidiana del lavoro, specie chi di noi svolge attività manuali, e sa altrettanto bene che gesto di vera generosità sia alleviare una fatica attraverso uno strumento utile. Offrire strumenti come opportunità di crescita. Questo intendiamo fare insieme al Magis (Movimento e Azione dei Gesuiti Italiani per lo Sviluppo) e a padre Franco Martellozzo, che vive a Mongo. Si tratta di alleviare gli sforzi di giovani donne, che oltre a dedicarsi al lavoro nei campi, si occupano della casa, della cucina, delle incombenze quotidiane, dei figli.

Le avete mai viste lavorare chine sui campi, cullando con amore i loro fagottelli sulla schiena? E’ un momento unico, irripetibile per noi che le guardiamo. Una vera fatica piena d’amore per loro che la ripetono ogni giorno instancabilmente. Col loro lavoro danno serenità e conforto al piccolo che dondola e si addormenta al ritmo dei loro gesti di speranza per il futuro, per la famiglia e per il Paese.

Abbiamo deciso, su idea di padre Franco, di alleviare la fatica di queste giovani madri (in Africa si è adulte e madri molto presto), donando loro le motopompe per l’irrigazione. Ne abbiamo già acquistata una, grazie alle offerte raccolte nei mesi di settembre e ottobre.

Dalle parole di padre Franco comprendiamo certamente ancora meglio l’importanza di un acquisto del genere: “a motopompa costa dai 300.000 ai 400.000 cfa, pari a 600 euro circa. Una pompa di buona qualità può irrigare tre grandi orti per tre gruppi di 30 donne. Può quindi risparmiare a queste signore una grossa fatica e evidentemente permettere loro di avere un raccolto più abbondante di: legumi locali molto apprezzati dalle famiglie per la salsa giornaliera, come gombo, oseille, cocomeri, tegoline e verdure per i più ricchi che si possono vendere al mercato e quindi fonte di guadagno per le agricoltrici, come pomodori, insalata, melanzane, eccetera”.

La raccolta che stiamo avviando durerà fino al termine delle festività natalizie, quando poi bonificheremo la cifra raccolta, che verrà resa pubblica, sul conto dei padri gesuiti di Mongo, che sono le nostre braccia operose in Ciad. Un cuore solidale però dobbiamo mettercelo noi. Dunque aspetto le vostre offerte che potrete farmi personalmente.  Anche pochi euro saranno graditissimi alle nostre amiche di Mongo, perché, insieme, potremo certamente aiutarle.

Mi sono fatta carico di raccogliere i soldi personalmente, in quanto i bonifici internazionali, sono abbastanza onerosi (18 euro di spese fisse). Di questo costo mi faccio dunque carico inviando un unico bonifico, unitamente al quale sarà spedito in Ciad, ai gruppi di agricoltrici che beneficeranno del nostro intervento, l’elenco dei nomi di chi ha contribuito alla raccolta ed un messaggio da parte dei nostri donatori.

Grazie fin da subito per quanto potrete fare.

Fabiola Caporalini

DSCI0198

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