Pubblicato da: monyazzurra | 16 settembre 2010

16-22 agosto 2010: 1001 miglia

1001 miglia con il MAGIS,

una corsa per l’acqua

Pensate che sia possibile percorre 1630 chilometri in bicicletta attraverso le strade secondarie d’Italia superando 21734 metri di dislivello e arrivare dopo tre giorni sorridenti alla meta?

Il 16 agosto 2010, alle 21,30, sono partiti da Nerviano (MI) 286 pazzoidi della bicicletta pronti a misurarsi, facendo turismo, su questa distanza e a concludere il percorso tra un tempo minimo di 72 ore e un tempo massimo di 132. Dopo 72 ore e trenta minuti sono arrivati i primi quattro e allo scoccare delle 132 ore concludeva la corsa il 241° partecipante talmente incollato alla sua bicicletta da chiedere un mano per ritornare a toccare terra!

Anche il MAGIS ha corso le sue 1001 miglia, e anche qualcuna di più. L’idea era partita da Tolentino, dal presidente di “Amici per… “, Massimiliano Cervigni, amatore dei viaggi in bicicletta.

Il viaggio fatto in Burkina Faso aveva portato Massimiliano a correre per l’Africa, ad animare gli amici, i vicini, il comune di Tolentino, il Magis dando nuovi interessi,  creando un gruppo di sostegno, cercando di sensibilizzare tante persone ai problemi dell’acqua. Come si sa il mal d’Africa è contagioso e con l’aiuto di Massimiliano siamo arrivati all’organizzatore e anima della “randonnée” (marcia non competitiva): il sig. Fermo Rigamonti ex professionista degli anni ’60: un uomo ferreo e tranquillo, uno sportivo di razza pura, un volontario doc che dedica il proprio tempo a far incontrare gente di tutto il mondo muovendosi insieme per scoprire, in bicicletta, le bellezza dell’Italia.

E’ bastato poco per entrare in sintonia con Fermo e capire che uno scopo umanitario sarebbe stato l’anima vera della corsa e a impegnare la Fondazione Magis a studiare modalità e stili di intervento e di presenza.

Il successivo incontro con il Sindaco di Nerviano ha consolidato il gemellaggio, il sostegno del comitato di Siena ha incoraggiato l’iniziativa e confermato una ulteriore collaborazione, La presenza, come sponsor ufficiale,  della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, vicini di Gazebo, ci ha fatti sentire a casa.

Come sia possibile seguire una truppa di ciclisti che deve passare per 19 posti di controllo, che può fermarsi come e quando vuole, correre quanto può, da soli o in gruppo, senza poter essere aiutata se non nei posti di ristoro, ci ha portati a lavorare di fantasia e a fare un sacco di errori di calcolo.

Il giorno della partenza è arrivato e la Fondazione Magis era schierata nel chiostro degli Olivetani di Nerviano, dove un vivace e super colorato gazebo, scambiato più volte per l’ufficio registrazione, dove tutti i ciclisti dovevano presentarsi, suscitava curiosità e timore: maglietta bianca,con logo Magis e 1001migliaitalia,  berretto rosso fuoco e tanti volontari da coprire in alcuni momenti il numero degli organizzatori.

In offerta: magliette, cappellini, cartoline, dépliant, locandine, libri. Cartelli, foto, pannelli informativi da tutte le parti: chi non ci ha visto era solo per la cecità materiale… chi non ci ha sentito era sordo perché il clima di festa e di allegria era nell’animo di tutti. Con tutti ci si intendeva: Giuliano ed Hegle sfoggiavano tedesco e inglese, p. Umberto francese, Claudia Spagnolo, Salvatore siciliano, Giannino e Carluccio milanese e gli altri se la cavavano con l’Italiano: siamo diventati un ufficio interpreti: interpreti dello spirito del Magis: aperto a tutti, accogliente con tutti, invitando tutti a conoscere i problemi dell’acqua e della solidarietà, pazienti nel cercare di spiegare chi siamo, che cosa facciamo, dove operiamo, da dove veniamo, che cosa sogniamo.

Finite le registrazioni siamo emigrati alla sede della protezione civile: la pubblicazione sullo Sri Lanka e lo tsunami, edito con la protezione civile nazionale, ci ha spalancato le porte e ci ha fatti sentire di famiglia. Alle porte di questo immenso spazio abbiamo ripiantato il gazebo e riaperto le braccia a quanti arrivavano e chiedevano notizie.

La sede della protezione civile, punto di partenza e di arrivo della randonnée, ci ha visto presenti fino alla partenza dell’ultimo pellegrino della bicicletta  e presenti dall’arrivo dei primi kamikaze della due ruote fino all’ultimo coraggioso randagio che ha voluto dire “sono arrivato anch’io”.

Bravi tutti, soprattutto gli ultimi: bravi i ciclisti che si sono aiutati, si sono accompagnati, si sono fatti amici tra loro, non hanno fatto la corsa per il primo posto ma hanno gustato il tempo, i panorami, i silenzi delle strade, la solitudine, la fatica, il coraggio di lottare, la tentazione di fermarsi.

All’arrivo nessun premio: una medaglia ricordo, un attestato di partecipazione, un mazzo di fiori per la prima donna giunta al termine, un rosa per le altre, una foto ricordo, possibilmente in gruppo, possibilmente davanti al gazebo Magis da dove arrivavano i più calorosi battimani e il “bravo sonoro” degli uomini del magazzino e i sorrisi femminili delle volontarie tutti in divisa Magis: cappellino e maglia.

Ma non ci siamo fermati a Nerviano; la curiosità, la voglia di comunicare ci ha spinti a Castelnuovo Berardenga, a Montecatini, a Deiva, a Castellania, patria dei fratelli Coppi: tutti incontri di simpatia, di interesse comune. E’ stato bello conoscere ciclisti e accompagnatori, nei vari punti di controllo, e poi accoglierli a battimani all’arrivo come fossero vecchi amici di sempre.

In questo contesto immaginate la festa all’arrivo di Massimiliano, che ha fatto tutta la corsa con la maglietta MAGIS, con il camper vestito MAGIS, con gli accompagnatori foderati Magis  e accolto dai battimani di tutti i volontari Magis… e poi, via via, i battimani per tutti gli amici della “Bulletta”: i corridori in BLU come i Tuareg del deserto che promettono di fare la prossima randonnée in Burkina Faso.

Abbiamo fatto un po’ di strada: dobbiamo farne molta di più… Stiamo diventando gli sponsor sociali ufficiali delle prossime edizioni della randonnée: dobbiamo fare di più e meglio: la prima lezione è stata buona, entusiasmante sotto tanti punti di vista, ci ha uniti e divertiti, ci ha dato possibilità di conoscenza e di simpatia, adesso guardiamo avanti con tutti quelli che abbiamo incontrato sapendo che in tanti si può fare sempre Magis (di più).

Padre Umberto Libralato

 

Fermo Rigamonti, Massimiliano Cervigni, Padre Umberto Libralato
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Responses

  1. Realizzare il sogno di pedalare per più di 1600km solo con brevi soste ha qualcosa di sovrumano!!!!!!!!
    Massimiliano hai fatto l’antidoping? 😉
    Bella scelta anche del MAgis di promuovere la propria attività in una manifestazione sportiva fatta da atleti che hanno un gran cuore.

  2. mi piace il commento precedente e le parole di commento di massimiliano che appariranno fra non molti anni… almeno si spera.
    SO CHE SI è ISCRITTO ALLA RANDONNé DEL MONTE BIANCO… SE NON RESTA SEPOLTO DALLA NEVE ANDRà A SCALDARSI TRA LE SABBIE DEL BURKINA FASO

  3. Interrogato da Andrea e stuzzicato da P. Umberto ho deciso di lasciare un mio commento. Il mio doping è stato una grande forza spirituale data da due obiettivi. Il primo è dato dal fatto di lanciare un segno di SPERANZA nella vita dopo un tragico evento che mi ha colpito 3 anni fà in cui ho perso mia figlia Eleonora di 4 anni. Da quel evento la mia vita è cambiata….e piano piano è stato un susseguirsi di eventi che mi hanno fatto vedere e vivere la vita in modo diverso e molto più bello. Nonostante questa CROCE che porto ogni giorno, trovo una gran forza interna ascoltando e cercando di aprire sempre di più il mio cuore. In questo cammino ho trovato un AMICO di nome GESU’, una nuova MAMMA, MARIA e un nuovo ANGELO, ELEONORA. Un altro evento è stato il mio viaggio in Africa che ha fatto seguire tutto ciò ………….. colpito dall’importanza dell’ACQUA come vita e dal nostro utilizzo. Il secondo obiettivo è agganciato alla SOLIDARIETA’ grazie anche a Fermo Rigamonti, che ha accettato la mia proposta, che si è incontrato con Padre Umberto e tuttora hanno rinnovato la collaborazione aiutati anche dal Sindaco di Nerviano. Spero che un giorno si concretizzi il seme lanciato ……. Al mio ritorno non ho voluto far clamore su giornali ed emittenti private di questa grande impresa , che a pensarci non so neanche io come ho fatto a concludere…… Me l’ho goduta in modo umile con qualche chiacchiera fra amici,. Poi però ho scelto il blog dell’associazione per chiarire le mie motivazioni, perchè non è stato solo un evento agonistico, ma è stato un evento molto più Spirituale e il mezzo per lanciare un segnale. Spero di non avervi annoiato, comunque per il prossimo commeno passerà qualche anno…. Approfitto adesso per RINGRAZIARE tutti quelli che in questi 3 anni hanno contribuito ad aiutare Amici Per nel realizzare i vari progetti e a creare eventi di sensibilizzazione e socializzaione. Come dice Madre Teresa di Calcutta ” Importante non è ciò che facciamo, ma quanto amore mettiamo in ciò che facciamo; bisogna fare piccole cose con grande amore”


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